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Diario


15 novembre 2006

Nelle mani del Presidente georgiano

Quella foto scovata una mattina in ascensore sulle pagine di Le Monde é finita nelle mani del Presidente georgiano Saakashvili.




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13 novembre 2006

PanBord 12-11-06

Pannella, Pecoraro Scanio ha giocato al più uno, anzi al più due, con la questione delle sue "collaboratrici". Segno di "un'influenza radicale" sul leader dei Verdi, ancora militante radicale transnazionale...

 

Comincia con una battuta sul congresso dei Verdi appena conclusosi a Fiuggi la consueta conversazione settimanale tra Marco Pannella ed il direttore di Radio Radicale Massimo Bordin. "Questa sera Pecoraro Scanio ha fatto più uno, anzi più due...Prima é stato annunciato plebiscitariamente quale leader, forse per statuto, poi lui stesso ha annunciato di avere cinque collaboratrici donne. Una influenza radicale per l'ex-radicale sul piano della militanza italiana, ma ancora radicale del PRT, Alfonso" (Pecoraro Scanio, n.d.B.).

 

Un'occasione per precisare, da parte del leader radicale, di non aver "mai smesso di pensare che l'ambientalismo sia parte della nostra storia, per un tratto comune con i Verdi. Penso al Sole che ride, agli Amici della terra". Alla nascita del partito dei Verdi Pannella fu accusato di ingerenza, "quando si pensò di non presentarsi alle regionali che erano in realtà politiche, visto che il PCI stava per effettuare il sorpasso". In realtà, spiega Pannella, quello fu "un periodo di identità vicine" tra radicali e verdi. "Poi é accaduto quello che prevedevo; il simbolo del sole-che-ride era dei radicali, ma venne ceduto attraverso gli Amici della terra". Ancora una volta si ritorna ai simboli, e ad una storia radicale in questo senso antica e "generosa". Prima la cessione del simbolo ai Verdi, poi la testata di "Liberazione" passata a Cossutta e Garavini, fino ad arrivare ad oggi e alla questione del simbolo della Rosa nel Pugno. "Oggi il simbolo della RnP sarebbe già finito - spiega Pannella - se non avessimo fatto questo accordo preciso con lo SDI, sarebbe finito dopo che per anni lo abbiamo tenuto - e non logorato - per fare un salto politico di crescita".

 

Rosa nel Pugno, "Quale fretta impedisce di tentare di percorrere la nostra linea radicale di apertura della Rosa nel Pugno? Quale é l'urgenza di non tentare il Comitato dei Mille, i gruppi online ed i club?".

 

Proprio la questione del simbolo offre l'occasione per tornare all'attualità del nuovo soggetto laico, liberale, radicale e socialista. In settimana il dibattito si é ravvivato con una lettera di Marco Pannella e con il congresso di Radicali Italiani, che ha dedicato una intera sessione alla questione. Per giovedì é stata convocata la segreteria, con un eventuale proseguimento dei lavori per venerdì. Dire che i radicali da Padova non avrebbero fornito risposte é sostanzialmente scorretto. "Il fatto di ribadire che non rinunciamo ai patti fondativi vuol dire non dare risposte?", ha chiesto retoricamente Pannella.

 

Contemporaneamente sul fronte Radicali Italiani "Rita Bernardini, in esecuzione del mandato congressuale, ha informato Prodi della richiesta, per una nostra delegazione, di presentare ed illustrare la mozione congressuale e le nostre richieste. Richieste su cui siamo stati unanimi, alla fine, dicendo che sui sette obiettivi tutti eravamo d'accordo. E siamo stati unanimi che, come sempre, i firmatari fossero segretario e tesoriera", ha precisato Pannella in merito ad alcuni strascichi giornalistici del congresso. Nello SDI invece ha creato molto scompiglio un servizio del Velino che illustra, in appoggio ad un articolo già apparso sul Secolo d'Italia, una situazione per la quale i vertici dello SDI sembrerebbero aver "già deciso di chiudere questa storia della Rosa, anche in sinergia con storie e forze non interne alla RnP".   

 

Commentando un suo intervento di domenica mattina a Radio Radicale, Pannella ammette "di aver reagito ad un pezzo del Corriere". In un sommario infatti il giornale di Via Solferino parlava di "radicali" invece che di Rosa Nel Pugno, ed in una maniera piuttosto evidente. "Un altro aiuto - spiega il leader radicale - nell'ottica del Corriere, per far saltare la Rosa nel Pugno". Corriere che aiutato molto, al momento della nascita, il nuovo soggetto, ma il cui sostegno é andato ora scemando. "Adesso la linea é quella dell'appoggio serio a Rutelli, che maltollera una presenza radicale con i suoi temi laici". Tutto ciò sarebbe dimostrato anche dal "momento di frizione avuto in Parlamento con Rifondazione Comunisti e Verdi su un emendamento in materia di ICI per gli enti ecclesiastici". Come se gli stessi, per avere mano libera nello schierarsi contro le riforme, non potessero invece schierarsi a favore di riforme laiche. Tutto questo "in un momento in cui il Papa non solo fa appello ai fondamentalisti delle altre religioni contro l'illuminismo, ma contro il consumismo fa appello anche alle forze ex-comuniste". Paradigmatica in questo senso l'unione dei fondamentalismi denunciata da Marco Cappato in occasione del Gay Pride di Gerusalemme. Una presenza, quella dell'eurodeputato della Rosa Nel Pugno, passata sotto silenzio dalla maggior parte della stampa italiana, ma valorizzata in compenso da interviste ed articoli di stampa israeliana ed internazionale.

 

Contro il Corriere che parla di "radicali" e non di Rosa Nel Pugno, come contro tutti gli atteggiamenti "truffaldini" che fanno circolare una posizione socialista ed una posizione radicale, entrambe con i loro limiti. "Dibattiamo piuttosto di chi tiene una politica d'apertura della Rosa Nel Pugno - auspica Pannella - d'altronde noi radicali abbiamo imposto la presenza, anche in parlamento, di Turci e Buglio, e continuiamo su quella linea".

 

In un momento in cui sembrerebbe che i rapporti tra parlamentari nel gruppo della Rosa nel Pugno stiano migliorando anche sul piano pratico, il leader radicale ha dichiarato: "Quale fretta impedisce di tentare di percorrere la nostra linea radicale di apertura della Rosa nel Pugno? Quale é l'urgenza di non tentare il Comitato dei Mille, i gruppi online ed i club?".

 

Pannella, "Sono tre giorni che per i media esiste una sola voce radicale, quella di Capezzone; non vorrei che Daniele si confondesse e pensasse che c'é lui in testa, e Giavazzi, il defunto Biagi ed il Corriere della Sera che seguono lui".

 

Pannella ritorna anche sui termini del dibattito interno a Radicali Italiani, parla della necessità di un "soggetto politico che non sia oggetto individuale ma collettivo", e spiega che uno dei problemi chiave da lui posti sia quello di un soggetto la cui presenza mediatica cresce, pur a fronte di un indebolimento del movimento sul lato strutturale e finanziario. Un problema, quello della forma partito, non solo per RnP, ma anche per Partito democraitco ed altri; si tratta di "uscire dall'asfissia dei partiti e delle loro oligarchie".  

 

"Da tre giorni, anche a causa di un momento di assestamento interno, per i media esiste una sola voce radicale, quella di Capezzone. Non vorrei che nella rivendicazione giustissima di alcuni temi che fa Daniele, quest'ultimo pensasse che c'é lui in testa, e Giavazzi, il defunto Biagi ed il Corriere della Sera che lo seguono. Stamattina il Corriere mette quasi in difficoltà la nuova segretaria, convincendo magari alcuni socialisti che noi radicali avremmo preso già una decisione in materia di finanziaria". "Nello scontro che ho avuto con Daniele, sapevo - e lo sa anche lui - che sarebbe uscito non defenestrato, ma rafforzato nella figura di martire generoso (con il suo incedere "Gli voglio bene, etc etc..."). So già che per settimane e mesi non riuscirò a parlare dell'iniziativa per la pace, della strategia chiara sulla "cosa laica", senza essere accusato di voler massacrare Daniele...Se il costo del lavoro politico é questo, é un costo che si paga".

 

Più che un governissimo di centro, vedo un asse - non compatto - che va da D'Alema a Berlusconi, passando per Bossi, Tremonti e Bersani. I radicali sono gli unici a veicolare un messaggio alternativo in politica estera, ambientale e di giustizia.

 

La visione terzomondista che torna in auge, l'indifferenza al fatto che Chavez o Putin siano o meno dittatori...Da questi indicatori Pannella deduce che "ritorna una certa cultura di potere, il cui esponente é Massimo D'Alema, una cultura che indebolisce Fassino, tanto quanto l'ala di Mussi e Salvi. Quest'ultimo, con la sua analisi sui costi della politica, riprende un tema, quello dell'unità sostanziale del sottopotere, che é leitmotiv delle emissioni di Radio Radicale. Stessa unità che si ritrova nel giornalismo italiano, lo stesso che fa poco o nulla per rilanciare ed approfondire un articolo apparso su Der Spiegel e che denuncia come, a 62 anni di distanza dal terremoto, Bassolino finalmente si sia deciso a ridare una casa a tutti gli evacuati, ma costruendola nella zona rossa del Vesuvio, quella a rischio eruzione!

Altro grande fatto é quello dei milioni di processi pendenti, con il "CSM che costituisce oramai un ceto privilegiato che ha perso la possibilità laica di ragionare non da chierici".

 

Come radicali, pur facendo parte della articolazione della nondemocrazia italiana che é composta di buoni-a-niente, "siamo gli unici", ha spiegato Pannella, "a trovarsi a fare un discorso alternativo su tutti questi aspetti", dalla politica estera alla giustizia, passando per l'ambiente. "Per i buoni-a-niente dell'Unione, nel senso letterale del termine, comunque meno pericolosi al momento dell'alternativa che ci può essere, dovrà forse arrivare il momento di alcune prove della verità. Tra queste prove della verità vedo una linea, non ci immaginiamo nulla di compatto, che va da D'Alema a Berlusconi, passando per Bossi e Tremonti e Bersani", così Pannella ha concluso sui possibili scenari del futuro assetto politico.

 

Stati Uniti, "Quel che non ha potuto fare ancora il complesso militare industriale, lo ha fatto Bush". Sulla questione israelo-palestinese, "Oggi niente di peggio che dire due popoli-due stati; piuttosto si dica due popoli-due democrazie".

 

"Negli USA quello che non ha potuto fare ancora il complesso militare industriale, lo ha fatto Bush, consegnando tutte le armi di attrazione di massa ai terroristi", con questo giudizio sul Presidente degli Stati Uniti in carica, Pannella interviene sui risultati delle elezioni di mid-term vinte dai Democratici. Il leader radicale ancora si chiede se la guerra in Iraq possa essere spiegata dal fatto che si scelse l'opzione militare per il fatto che si erano già corrotti "due o tre grossi generali dell'esercito di Saddam, scomparsi poi - guarda caso - dalle cronache", piuttosto che lavorarea fondo per la realizzazione dell'esilio del dittatore.

 

Commentando la prima presentazione pubblica del Satyagraha a Firenze, Pannella spiega come autorevoli esponenti della comunità si siano "augurati che quella del Primo Satyagraha mondiale per la Pace possa divenire iniziativa della sinagoga di Firenze. Io ci credo". Pannella racconta di come il rabbino capo di Firenze gli abbia raccontato di quando, ancora studente di teologia, partecipò al Consiglio Generale del Partito Radicale Transnazionale che si tenne a Gerusalemme durante la prima intifada. "Se oggi fossi israeliano - ha spiegato Pannella - rivendicherei, con tutti i mezzi nonviolenti, che ho il diritto di lottare perché il mio paese non insista in una politica troglodita che ignora Ventotene ed i valori dell'Unità d'Europa, una politica in fondo suicida ed assassina". Salvare Israele come passaggio strumentale per raggiungere la pace in tutta l'area mediorientale, anche di questo si parlerà al Consiglio Generale del Partito che si terrà a Bruxelles tra il 7 ed il 9 dicembre. Importanti i contatti presi da Marco Cappato, alcuni raggiunti con l'aiuto di Natan Sharansky, per cercare di "riallacciare con una parte del mondo palestinese nonviolento e democratico".

 

Pannella ha concluso, dopo aver ricordato la pubblicazione degli atti del Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica editi da Darwin, ipotizzando una marcia di Natale per la pace. "Ma servono dibattiti grandi, perché il mondo delle altre paci non si limiti - nemmeno! - a guardare. Spero che le sinagoghe, tutte, prestino attenzione, magari facendo in modo che il popolo ebreo torni a far vivere il popolo europeo in quanto popolo unito, dopo che lo fece - la prima volta - con la tragedia della Shoah".




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12 novembre 2006

Daw, facce rideee! (Se non é tutta una manfrina)

Il filmato creato da Daw, partendo dal materiale grezzo messo a disposizione da RR.it, ha fatto ridere circa 30.000 persone.

Ne potrebbe far ridere altrettante

Inspiegabilmente Daw, invece di aggiungere la dicitura suggerita da RR.it ed imposta dalla licenza Creative Commons, ha tolto il filmato di mezzo! Gli chiediamo insieme di reagire diversamente? 

Inizia raccolta adesioni, Daw facce rideeeeeeee! Rimetti il filmato online!




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10 novembre 2006

Mission impossible per il giornalismo italiano

Financial Times, edizione cartacea 10/11/06: "Alla fine degli anni '90, Mission Impossibile introdusse nei telespettatori l'idea dei messaggi registrati pronti ad autodistruggersi...", segue articolo su Vaporstream, un software che permette di mandare messaggi e-mail che non lasciano tracce dietro di sé.

Repubblica.it, edizione online 10/11/06, tarda serata: "Sembra uscita da un film del genere Mission Impossibile l'ultima invenzione che promette di rivoluzionare internet, anzi, per essere esatti, il mondo delle mail...", segue articolo su Vaporstream, un software che permette di mandare messaggi e-mail che non lasciano tracce dietro di sé.

Tentarnonnuoce.ilcannocchiale.it: "Sembrerebbe una Mission Impossible, ma il giornalista italiano medio(cre), oltre a copiare spudoratamente pezzi dai colleghi americani, non riesce nemmeno a cambiare un incipit".




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10 novembre 2006

Arcivescovi e Vannemarchi

Se Vanna Marchi (o chi per lei) ci dice in tv di esser capace di curare un tumore con poche telefonate e tanta fede, va in carcere.

Se l'arcivescovo di Salerno (o chi per lui) ci dice in tv che credere nella figura di Giovanni Paolo II e andare a messa garantisce la guarigione dal cancro, il TG1 riprende le immagini e ci fa un bel servizio.

Un paese in ginocchio. Per variazioni sul tema, consiglio la lettura di Malvino.




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9 novembre 2006

Casa Pannella

Fatevi due risate, per festeggiare i miei primi 1.000 lettori.




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9 novembre 2006

Il mondo secondo le monde

Apri Le Monde e vieni a sapere che:

1) Nel 2030 l'elettricità ottenuta a partire dai pannelli fotovoltaici sarà la più conveniente sul mercato. Oggi in Francia l'elettricità proveniente dai pannelli solari costa tra i 25 ed i 50 centesimi al KWh (kilowattora), contando che i costi di installazione sono ammortizzabili in 20 anni. Molto più dei 13 centesimi d'euro necessari per un Kwh acquistabile oggi dalla rete nazionale EDF. Ma nel 2030 sarà tutta un'altra storia. 
2) A partire dal 2007 la crescita economica in Europa inizierà ad avanzare più velocemente che negli Stati Uniti. 

Vive la France, vive l'Europe.
 




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8 novembre 2006

Elezioni americane, dico la mia

Se lo ha fatto perfino qualche esponente illustre della maggioranza di governo, non vedo perché io mi debba astenere dal commento sulle elezioni americane. Poca robba, non vi preoccupate. Solo per dare risalto ad un sondaggio riportato oggi da Le Monde, secondo il quale la questione della "indipendenza energetica" si sarebbe letteralmente imposta nei dibattiti elettorali d'oltreoceano.

Secondo uno studio che risale ad agosto (fonte Democracy Corps), l'aspetto della sicurezza nazionale che sarebbe più a cuore ai cittadini americani sarebbe proprio quello di "ridurre la dipendenza dal petrolio straniero", ancora prima della guerra in Iraq e del terrorismo. Un modo "radicale" di vedere le cose, andando appunto alla radice del problema, no?

Nel frattempo Bush nomina Lee Raymond (ex Presidente di Exxon Mobil) a supervisionare l'equipe governativa che dovrà studiare come ridurre la diffusione dei gas serra. Lo stesso Lee Raymond che pochi anni fa diceva: "Il riscaldamento climatico é una invenzione di ricercatori alla ricerca di fondi". Ma Exxon&co. non sono ancora tranquille, e quindi, tra il 2002 ed il 2006, hanno donato agli eletti repubblicani 6 milioni di dollari in contributi per fare campagna elettorale (fonte Campaing for America's future).  




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6 novembre 2006

Pannella, un congresso straordinario. Non abbiamo accantonato i problemi.

Sintesi della conversazione settimanale Pannella-Bordin, 5 novembre 2006

 

Pannella, con questo congresso sembra che i media abbiano scoperto la luna radicale, quella di un partito - caso unico in Europa - che rende pubblici i processi formativi delle proprie decisioni politiche.

 

Marco Pannella, intervenendo ai microfoni di Radio Radicale nel corso della consueta conversazione con Massimo Bordin, ha iniziato giudicando il rapporto tra il quinto congresso di Radicali Italiani ed i media: "Se diamo un giudizio estetico e della dinamica congressuale dei primi giorni, sono d'accordo con Emma Bonino, non é stato un bel congresso. Se invece consideriamo anche le settimane precedenti, allora cambierei giudizio". Secondo Pannella il giornalismo italiano avrebbe "scoperto la luna", accorgendosi che le riunioni radicali non solo sono registrate, ma anche messe automaticamente "a conoscenza ed a giudizio di tutti". "Una caratteristica unica in Europa - ha spiegato il leader radicale - e se, come dice l'adagio, "l'uomo che morde il cane é notizia", tutti ci daranno atto che la notizia di un partito che vive mettendo a disposizione i processi formativi delle proprie decisioni politiche é stata fino a questo momento nascosta, sia nel giornalismo che nella scienza politica". Alla vigilia di questo congresso, infatti, i giornalisti hanno fatto quello che si sarebbe potuto fare per decine di riunioni precedenti.

 

La riflessione sui media e sull'apporto radicale é continuata richiamando "una sentenza della Cassazione di 15-20 anni fa" che fissò alcuni elementi minimi a tutela del lettore, soprattutto vietando i virgolettati imprecisi. Un malcostume di cui ancora in questi giorni, proprio riguardo il congresso appena tenuto, si é fatto largo uso, e cui Pannella contrappone il modello di giornalismo di Radio Radicale, che offre "innanzitutto documenti ed inchieste. Cosa rara". Le pagine dei giornali dei giorni scorsi sono stati uno "stupendo bassorilievo di un'immagine appiccicata addosso ai radicali ed ai suoi esponenti, un'immagine che ha nulla a che vedere con la realtà. Se qualcuno vuole conoscere la realtà dell'evento radicale - ha esortato il leader radicale - potrà e dovrà usare i documenti che mettiamo a disposizione sui nostri siti".

 

Pannella sull'atteggiamento del Corriere, per utilizzare una metafora che mi ha suggerito lo stesso Mieli, dico che noi radiali siamo come gli Ungheresi del '56. Meritiamo di essere ammazzati dal sistema informativo, pur con mille ragioni dalla nostra parte, per non mandare all'aria l'ordine.

 

Pannella si é anche soffermato su un editoriale apparso in prima pagina sul Corriere della Sera, e riguardante il congresso, a firma del vice direttore Pierluigi Battista. "Il Corriere ci ha onorato di un articolo di fondo del vicedirettore che é intervenuto in un congresso come accadeva altre volte, in passato, con interventi in congressi comunisti o democristiani". Un intervento pieno di "macroscopiche inesattezze": Capezzone già definito come ex-segretario, l'immagine di un partito che senza un fiato di dissenso vive la liquidazione del segretario Capezzone e della sua posizione atlantica, liberista e liberale. "Nessun fiato - ha ironizzato Pannella - e poi i cronisti, dalle colonne dello stesso giornale, parlano di fischi, interruzioni ed opinioni a tratti contrastanti". Un episodio comunque rilevante: "La pretesa di insegnare autonomia, nei nostri confronti, é cosa che francamente addolora per la situazione complessiva del nostro paese".  

 

 

Al proposito Pannella si é rifatto ad un programma di Paolo Mieli trasmesso in questi giorni, nella ricorrenza della rivoluzione d'Ungheria del 1956. Una lettura storica, quella del direttore del Corriere della Sera, secondo la quale gli ungheresi avrebbero avuto tutte le ragioni per ribellarsi, e quindi meritano oggi il riconoscimento, senonché - questo il ragionamento del giornalista - se loro avessero prevalso, i conflitti periferici che abbiamo avuto durante la Guerra Fredda sarebbero stati sostituiti da una deflagrazione mondiale. Ergo, dovremmo essere grati agli insorti per la loro morte e la sconfitta. "Con questo modo di vedere la storia - ha spiegato lo storico esponente radicale - posso capire cosa succede con noi; il Corriere spesso ci ha aiutato, applicando nei nostri confronti un'informazione che altri non davano, ma proprio in conseguenza della loro onestà informativa noi radicali diventiamo pericolosi, e quindi meritiamo di essere ammazzati per non mandare all'aria l'"ordine"".

 

Pannella, mentre gli altri partiti si disperano in materia di "quote rosa" e "ricambio generazionale", noi eleggiamo tre donne al vertice del movimento. Nella mozione congressuale rilanciamo un incontro con Prodi per calendarizzare le decisioni sui diritti civili.

 

Pannella spiega che il fatto di essere stati unanimi su una mozione congressuale che riprendeva alla lettera alcune parti della relazione introduttiva del segretario uscente, non rappresenta un compromesso, ma piuttosto é immagine della "assoluta coincidenza nostra sugli obiettivi politici". Dichiarandosi soddisfatto dell'elezione di Rita Bernardini alla segreteria ("questa militante da 30 anni accumula sentenze per azioni nonviolente"), ha precisato che per sei anni ha "ritenuto di esercitare la critica di un segretario che dissi dal primo momento essere comunque un fatto nuovo ed importante per il movimento". Infine ha sottolineato il fatto che "mentre tutti i partiti si disperano di quote o ricambio generazionale", i radicali hanno eletto con maggioranza indiscutibile tre donne per esercitare le tre funzioni principali dello statuto: segreteria, tesoreria e presidenza.

 

Proprio a partire dalla mozione generale votata al congresso dei Radicali Italiani, Pannella ha parlato della richiesta a Prodi di calendarizzare Pacs, eutanasia, divorzio breve; un modo "per sapere quando governo o maggioranza decideranno di affrontare questi temi". "Inoltre abbiamo chiesto che l'iniziativa dei volenterosi sia trattata in modo del tutto differente da come é stato fatto finora". Introducendo la questione dei diritti civili, il leader radicale ha richiamato uno scambio che ebbe con Pierpaolo Pasolini sull'aborto. L'intellettuale disse di essere contrario all'aborto, ma di fronte al ragionamento del "legislatore radicale", che si poneva il problema pratico di abbattere il flagello dell'aborto clandestino di massa, lo stesso Pasolini divemme primo firmatario del referendum sull'aborto. Un richiamo all'attuale lotta radicale, tesa a mettere fine ai "pericoli immondi dell'eutanasia di classe ed esistente", per regolamentare, "insieme a Piergiorgio Welby, un diritto alla morte, invece della tortura inflitta dal semplice distacco della spina".  

 

Pannella, Rosa Nel Pugno é vitale per fare da contrappeso ai vandeani del centrosinistra in campo economico e per lavorare allo stesso tempo all'unità laica delle sinistre sui temi dei diritti civili.

 

Pannella prende spunto dalla presenza del Prof. Ignazio Marino ad un seminario organizzato dall'Associazione Luca Coscioni per dare una risposta ai quesiti posti da Welby, per rilanciare ancora una volta sulla necessità della Rosa nel Pugno: "Se Marino sente l'opportunità di venire tra radicali a discutere della risposta da dare a Welby, allora abbiamo una grossa responsabilità in quanto Rosa nel Pugno: senza di noi non c'é unità operante dei laici, non solo all'interno della maggioranza".

 

La Rosa nel Pugno che da una parte potrebbe fa da contrappeso "all'operato vandeano di una parte del centrosinistra in campo economico", ma che dall'altra parte avrebbe la possibilità concreta di realizzare "la possibile unità laica con altre forze". Una politica, dunque, tesa a rafforzare la "componente riformatrice e laica" del paese. Rispondendo ad Enrico Boselli, Pannella ha aggiunto che "il problema di uscire da questa coalizione é cosa che non si pone".

 

La Rosa nel Pugno é stata al centro del dibattito anche nel corso del congresso, e Pannella ci tiene a ricordare il grande applauso che ha accolto gli interventi di Benzoni, Landolfi ed Abruzzese. "Interventi appassionati di socialismo da parte di socialisti che avvertono l'urgenza di parlare, mobilitarsi ed unirsi su dei contenuti". Il leader radicale torna ancora una volta sulla questione-simbolo, ma solo per stigmatizzare alcune frasi di Turci riportate da un militante radicale, l'avv. Gerardi. L'ex esponente DS si sarebbe detto disposto ad utilizzare comunque, anche senza l'accordo unanime dei soggetti fondatori della Rosa, il simbolo; "Questa operazione la possiamo iniziare in una zona, poi in un'altra...tanto poi che faranno? Si metteranno a ricorrere a tutti i magistrati?", così si sarebbe espresso. Quanto al cliché secondo cui i radicali, come i socialisti dello SDI, vorrebbero rimanere perennemente uguali a se stessi, Pannella richiama ancora l'esempio della presenza femminile nel modello radicale. "I socialisti non hanno non solo elezioni, ma nemmeno candidature di donne; noi siamo un partito che proprio contro le quote ha una realtà per cui tre donne sono titolari dei poteri statutari e politici di Radicali italiani. Abbiamo bloccate due elezioni di metà legislatura di donne, perché una persona dello SDI da mesi chiede di avere una compensazione per la sua mancata nomina a sottosegretario nel caso non fosse stato eletto deputato, ma anche in questo caso abbiamo almeno il 50% degli eletti di sesso femminile. Secondo alcuni non saremmo un partito, mentre invece siamo il partito più antico della Repubblica. Secondo altri noi non saremmo presenti sul territorio, però abbiamo raccolto negli anni più di 75 milioni di firme su decine di referendum. In più, come dice Marco Cappato (Segretario Associazione Luca Coscioni), tra tutti i soggetti radicali siamo in tutto 6.000 iscritti, con una media di contributo personale di 2-300 euro. Su queste basi cominciamo a discutere". Tornando ai temi che dovranno caratterizzare la politica della Rosa nel pugno, il leader radicale richiama la necessità di "una grande e nuova politica ambientale, che oggi é solo gestita dal sottopotere verde", ma anche di una politica estera: "quale partito socialista e liberale può permettersi di non avere una sua politica della pace ed una sua politica internazionale?".

 

Pannella, il consiglio del Partito Radicale Transnazionale ospiti un dibattito di alto livello politico e mirato sulla ristrutturazione del Partito. Un'occasione per ingaggiare un dibattito serrato ed autentico sulla politica estera con certa sinistra "antagonista".

 

Proprio facendo riferimento alla necessità di concepire una politica estera per il nuovo soggetto politico, Pannella ha riassunto brevemente le attività in corso a livello transnazionale. In primis la missione di Cappato e Rovasio a Gerusalemme, con il doppio obiettivo di trovare altri interlocutori per il Satyagraha, oltre alla partecipazione al Gay Pride che si terrà nella città israeliana. Tra gli iterlocutori possibili, Pannella indica in particolare Grossman e Tom Lapid dello Shinui, "capace di aver caratterizzato le scorse elezioni con un tema, il laicismo, importante per Israele e vitale per il mondo palestinese ed arabo".

Inoltre l'organizzazione del consiglio del Partito Radicale Transnazionale: "Dovremmo pensare ad un consiglio generale che ci permetta di raggiungere gli esponenti politici radicali più importanti a livello internazionale e dovremmo riservare al massimo questa sessione ad un dibattito su come riavviare partito; un consiglio generale aperto ma senza disperderci in tutti i problemi logistici, finanziari e di uso del tempo che comporterebbe un vero e proprio congresso". Proprio l'occasione per ingaggiare un "dibattito serrato ed autentico con spezzoni pacifisti e movimenti nonviolenti persi nell'insignificanza pacifista, ed anche con la sinistra europea di Bertinotti ed altri". Interlocutori più adatti di Massimo D'Alema, con la sua politica estera "apparentemente troppo empirica, che non lo porta ad avere antipatie per Chavez od altre aree simili". Infine alcune parole anche sulla realtà americana e sul presidente Bush: "L'accelerazione posta alla guerra in Iraq sembra essere stata più da cretino che da criminale. Oggi i repubblicani sono giù nei sondaggi, ma anche in ambienti conservatori un certo dissenso nei confronti del trasformista-fondamentalista Bush si sta facendo strada. Questo é un dibattito che, laicamente, ha attraversato anche i radicali".

 

Pannella, un congresso che entrerà nella storia. Un congresso bello, in cui non abbiamo accantonato i problemi che si ponevano.

 

Commentando un telegramma del Presidente Prodi giunto prprio in diretta ed indirizzato alla neo segretaria Rita Bernardini, Pannella ha approfittato per concludere salutando un "congresso che entrerà nella storia forse", quantomeno per il fatto di avere un ministro donna, tre dirigenti al vertice donna, ad opera dello stesso partito che ha portato la prima suora in parlamento nei decenni passati. In definitiva un "bel congresso perché non ci siamo fatti del male accantonando i problemi". Pannella rivendica infatti di aver posto apertamente il problema del partito e della sua situazione finanziaria, cosa che ha potuto fare solo essendo vissuto "immerso nella vita di partito. Altrimenti non avrei riconosciuto in quel Luca Coscioni che ci scriveva online un capolista, come lo fu Sciascia, e non avremmo avuto gli oltre 50 Nobel che ci indicarono come lista da votare nel 2001. Lo stesso - ha promesso il leader radicale - continuerò a farlo oggi prestando attenzione ad una generazione politica, non solo anagrafica, del partito radicale. La nuova soluzione congressuale dimostra che l'attenzione al partito sarà un problema molto presente nella classe dirigente".

 

"Viva Radicali italiani, viva l'Associazione Luca Coscioni, viva il Partito radicale transnazionale, viva l'Associazione Esperantista, viva Rientro Dolce, viva Non c'é pace senza Giustizia...".




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30 ottobre 2006

Al congresso dei radicali non si parlerà di nomine, ma di alternativa di governo

Marco Pannella lo ha annunciato chiaramente nel corso della conversazione con il direttore di Radio Radicale Massimo Bordin. Al Congresso dei Radicali Italiani non si parlerà di nomine e cariche (per capirci, il balletto Capezzone-si-Capezzone-no alla segreteria), ma - in ottemperanza alla decennale tradizione radicale - di come organizzare l'alternativa di governo.

Cominciando dalla Rosa Nel Pugno, passando per la politica energetica, fino alla proposta di una politica estera che diventi alternativa agli schemi tradizionali della sinistra antagonista. 

Se si credeva che 4 giorni di congresso sarebbero tanti, viene da chiedersi, ora, se basteranno.  


Sintesi della conversazione Pannella-Bordin del 29 ottobre 2006

Marco Pannella, nel consueto appuntamento settimanale con Massimo Bordin ai microfoni di Radio Radicale, ha iniziato riferendo brevemente di alcune vicissitudini vissute personalmente nell'ambito dei servizi di trasporto come quello dei treni o dei taxi, narrando di fatti accaduti durante il percorso fatto per partecipare ad una conferenza a La Spezia su Israele e Satyagraha mondiale per la pace. "Cronache ordinarie" che a detta del leader radicale occorre fare, visto che "il dissesto idro-geologico é comunicazione e dissesto ideologico dei ceti dirigenti del nostro paese, del quale a modo nostro - come corpo esterno - facciamo parte".

 

Pannella/Primo Satyagraha mondiale: un'iniziativa per la pace con la stessa carica pragmatica di "Iraq Libero" e "Nessuno Tocchi Saddam"; occorre rientrare in possesso delle grandi lotte internazionaliste socialiste e liberali. Questo é nella coscienza che radicali e socialisti hanno in comune.   

 

Proprio riflettendo sul convegno tenutosi a La Spezia il 27 ottobre e riguardante la proposta radicale, Pannella ha spiegato che l'iniziativa del primo Satyagraha Mondiale per la pace, cui si é "deciso di legare la riformazione - anche statutaria - dell'iniziativa del PRT, ha l'ambizione di avere una impostazione che é continuazione ideale di "Iraq Libero" e "Nessuno Tocchi Saddam"". Una iniziativa, quella del Satyagraha, necessaria per "riconquistare il possesso delle grandi lotte internazionaliste socialiste e liberali-kantiane". Un'occasione inoltre, e gli interventi di Antonio Landolfi e Guido Guastalla a La Spezia ne sarebbero dimostrazione, che una iniziativa comune con la sinistra e con i socialisti in particolare su questi temi "non sia solo possibile, ma sgorghi dalla memoria e dalla coscienza comune, ancora condizionata da una storia anch'essa comune".

 

"Quanti sanno - ha chiesto retoricamente Pannella - che Pietro Nenni, lo stesso leader socialista che restituì il Premio Stalin per la Pace ricevuto nel 1953, chiese in fin di vita di essere seppellito in Israele? Quanti sanno che Terracini e Nenni sono stati i due primi Italiani ad avere intestati a loro nome due boschi in Israele? Quanti socialisti lo sanno?".

 

Pannella, al vertice di maggioranza ho parlato a nome della Rosa Nel Pugno e non dei soli radicali, e subito dopo l'incontro ho scritto una lettera aperta a Romano Prodi, da cui si evince che il problema della legalità é per noi questione centrale.

 

Nel corso della trasmissione Pannella ha commentato il vertice di maggioranza tenutosi nella passata settimana, cui lui stesso ed Enrico Boselli hanno preso parte, invitati rispettivamente "come Radicali Italiani e come SDI". "Ma quando é venuto il momento di parlare - ha spiegato Pannella - la prima cosa che ho detto é  che avrei parlato non a nome di Radicali Italiani, ma - pur dispiacendo ad alcuni degli impazienti presenti al tavolo - a nome della Rosa Nel Pugno". "Subito dopo il vertice ho scritto una lettera aperta al Presidente Prodi; visto che non abbiamo avuto a disposizione registrazioni e verbali e di fronte alle cose riportate dai media, ho ritenuto opportuna una ricostruzione pubblica del mio intervento".

 

Questa lettera, pubblicata online da Notizie Radicali, spiega tra l'altro che Pannella, e quelli che con lui "hanno lottato per l'alternanza", e che in modo sostanzioso hanno contribuito a causarla, "non si possono dire delusi di questi primi cinque mesi di governo Prodi". "Avevamo detto sarebbe stata una alternanza tra due articolazioni dello stesso regime italiano. Come potremmo essere sorpresi non siano stati compiuti passi di vera alternativa? Sorpresi - ha aggiunto Pannella - lo siamo stati quando il presidente aveva annunciato "riforme radicali", spiegando che per non morire sarebbe stato necessario "stupire"".

 

Nella stessa lettera Pannella ha denunciato la mancanza di una Unione che sia effettivamente Luogo di questa maggioranza, e che ne rispetti le regole, per divenire invece sempre più il nome con cui si copre una gestione di fatto (incontrollabile da parte di molti componenti della maggioranza stessa) da parte dell’Ulivo, ultima versione.

 

Nella lettera si spiega poi come un problema centrale per la RnP sia quello della legalità, violata attivamente e passivamente anche da questo esecutivo. Attivamente in quanto si preferisce "procedere alla nomina di senatori graditi, in luogo e contro la proclamazione dell’elezione degli eletti", passivamente perché il Governo non ha ancora proceduto alla nomina del Comitato Nazionale di Bioetica, cinque mesi dopo la scadenza di quello nominato con spirito partigiano, illiberale e non laico dal precedente Governo. Una richiesta che Pannella fa "anche a nome dell'Associazione Luca Coscioni e dei suoi scienziati e ricercatori, che non sono intellettuali organici ma militanti delle loro libertà". Due esempi fra altri, purtroppo già avocabili e condannabili.

 

Sempre riguardo al tema della ricerca scientifica, Pannella denuncia - in sintonia con il Ministro Fabio Mussi - un taglio ai fondi, forse il più grave negli ultimi 20 anni. Infine Pannella ha ricordato a Prodi di una lettera di Emma in cui il Ministro radicale per il commercio estero e per le politiche comunitarie, spiega la sua assenza al vertice, dovuta ad una importante missione a Dubai in rappresentanza del governo.

 

Pannella, per metà luglio - se le cose continuano così - credo sorgerà un nuovo partito di Fabio Mussi ed altri, una realtà cui guardo con attenzione, viste le frequenti sintonie di alcuni esponenti con il mondo radicale.

 

Commentando le critiche che da sinistra sono giunte alle "modalità di gestione di questa Unione fatta dall'Ulivo", Pannella ha dichiarato: "Prevedo che entro metà luglio sorgerà un nuovo partito di Fabio Mussi ed altri, evoluzione di una situazione che seguo con interesse. Mussi infatti non ha avuto paura di avere posizioni ed accenni "laicisti", e pure Cesare Salvi ha sollevato la questione del costo della politica, cioè un problema da dibattere in ottica prettamente liberale"; come in sintonia con il mondo radicale ed alla campagna di Nessuno Tocchi Caino, sono le prese di posizione dello stesso Salvi in materia di moratoria delle esecuzioni capitali.  

Pannella, il documento dei deputati radicali sulla finanziaria é severamente critico, ma anche esemplare del nostro comportamento nei confronti delle alleanze. 

 

A proposito della finanziaria, Pannella ha commentato positivamente il documento sottoscritto dai deputati radicali della RnP, un documento in cui si spiega che questo provvedimento "non ci piace per molte sue parti", in cui premette che i radicali non ritengono e non hanno ritenuto che la fiducia andasse posta, ma che comunque queste opinioni non mettono in causa "collocazione" ed "intenzioni", e che quindi i radicali voteranno la fiducia. "Niente ricatti ed urla, quindi, come fanno spesso altri". "Un documento esemplare del comportamento dei radicali nei confronti delle alleanze di cui fanno parte, pur essendo vissuti dagli oligarchi come un corpo estraneo". Al proposito il leader radicale ha precisato che sono i "vertici" ad essere "oligarchici", anche rispetto ai loro iscritti.

 

Sempre all'interno della RnP, Lanfranco Turci ha fatto delle critiche, ma allo stesso tempo ha detto che, nel merito, tutto sommato questo provvedimento gli "va bene". 

 

Pannella, lo scenario della larghe intese non é nulla di apocalittico, piuttosto qualcosa in cui mi muovo e che denuncio da decenni. Non sono d'accordo con i compagni che dichiarano "o Prodi o elezioni". E chi lo ha detto?

 

"Lo scenario delle larghe intese é quello in cui mi muovo e che denuncio positivamente e negativamente da sempre. E' quello scenario fatto di legami antropologici e sociologici che caratterizzano il nostro regime", così Marco Pannella ha commentato le voci sempre più insistenti che vorrebbero come ventura la formazione di una maggioranza diversa.  "Rispetto a questo, e mi rifiuto di continuare a cadere nella trappola dei "socialisti" e "radicali" della RnP, abbiamo alcuni compagni che dichiarano "o Prodi o elezioni". Questa é una posizione legittima che non per forza é giustificata".

"Non é detto che una coalizione diversa non sia maggiormente innovativa ed inoltre teniamo presente che abbiamo un Presidente della Repubblica che fino ad ora é stato sagacemente attento alla lettera delle disposizioni costituzionali".

 

Pannella, congresso dei Radicali Italiani sarà congresso importante in cui si affronterà la questione dello stato di questo soggetto, ma anche l'evoluzione della RnP, e la possibilità di delineare una politica estera che possibilmente diventi alternativa agli schemi tradizionali della sinistra antagonista-conservatrice.

Il Congresso dei Radicali Italiani, uno dei soggetti costitutivi del Partito Radicale Transnazionale, sarà un congresso importante, di un soggetto sempre più importante grazie a Daniele, ma anche a Luca - che non c'é più - e allo stesso Piergiorgio Welby, insomma alla classe dirigente radicale. Il problema di Capezzone-segretario non esiste a detta di Pannella, visto che "senza grande fatica si può dichiarare che sarebbe una follia avere esponenti di partito che non diano priorità assoluta alla vita del partito", cosa che Daniele Capezzone - per altri impegni istituzionali - in questo momento non potrebbe fare.

 

Piuttosto nel corso del Congresso si dibatterà anche di Rosa Nel Pugno. "Con i compagni dello SDI non c'é stato però nemmeno un dissenso di fondo in questi ultimi tempi, anche nell'affrontare la crisi di crescita che abbiamo attraversato. Per me la situazione é semplice: la RnP ha bisogno vitale di ambizioni più alte e più precise". In particolare il leader radicale ha auspicato si affronti il tema della novità e specificità liberale, laica e socialista e della politica ambientale, energetica e demografica. 

Oltre al fatto di cominciare a ragionare di una politica estera che possa "mandare all'aria la partizione tradizionale della sinistra conservatrice o antagonista, magari per cominciare da qui - essa stessa - a liberarsi dai propri limiti. Una politica della pace e che nulla abbia a che fare con l'ipoteca pacifista".

 

Appellandosi ai potenziali esponenti del nuovo partito laico, socialista, liberale e radicale, Pannella ha concluso: "Noi, radicali e SDI, non possiamo continuare a vivere senza l'accorrere di liberali, laici e socialisti, altrimenti rischiamo di avere e vivere momenti asfittici, che possono soffocarci. Dicendo questo auspico che i laici autentici, che sono nell'altra componente del "casino italiano", traggano dalla RnP ragioni sufficienti per essere più esigenti nel proprio schieramento, e quindi saluto questo appello dei Riformatori Liberali per una scelta libertaria nel centrodestra, anche se, come diceva Prezzolini, e confermava Montanelli, nella destra italiana c'é sempre stata una venatura "anarchicheggiante", non liberale e libertaria".

    

Pannella/eutanasia. Auspico che Piergiorgio Welby, acquisita la tranquillità del fatto che siamo pronti a compiere l'atto di amore che ci chiede di compiere, faccia tesoro del tempo che resta, a lui e a noi, per portare avanti le iniziative politiche che ci ha proposto e ci proporrà.  

 

Traendo spunto dal convegno animato da giuristi, scienziati e politici, ed organizzato dall'Associazione Luca Coscioni, per rispondere ai quesiti posti dalla stessa iniziativa del co-Presidente Piergiorgio Welby,  Marco Pannella non ha omesso di lodare l'importanza del lavoro che l'Associazione sta portando avanti: "grandezza dell'idea dell'obiettivo, con una miracolosa capacità di andare controcorrente e rafforzare allo stesso tempo il soggetto politico, soggetto che vive meno passivamente degli altri a carico della disastrata baracca radicale", queste le peculiarità di questo soggetto radicale.

"Spero che Piergiorgio ci e mi faccia fiducia; io credo che noi sappiamo che questo dell'eutanasia é un atto di amore, che tra noi non é possibile non avvertire come tale, come urgente, giusto, etico. Spero che Piero, acquisendo la certezza e la tranquillità che ciò che ha chiesto sarà fatto accadere, rifletta perché sia fatta valere la pena di questo poco tempo che gli resta. Piero, che é soggetto e oggetto del male - ha detto rivolgendosi direttamente all'esponente radicale - vale la pena tu faccia tesoro di questo tempo che resta, a te e a noi, per iniziative politiche che ci proporrai. Si tratterebbe di un atto congiunto di amore e forza"




permalink | inviato da il 30/10/2006 alle 15:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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